Il Vangelo del giorno, 26 Dicembre 2018 – Mt 10, 17-22

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Il commento al Vengelo
del 26 Dicembre 2018
su Mt 10, 17-22

QUARTA SETTIMANA
DEL TEMPO DI AVVENTO
Anno III/C

Colore liturgico: ROSSO

  • Periodo: Mercoledì
  • Il Santo di oggi: S. STEFANO – Festa
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito
  • Letture del giorno: At 6,8-12;7,54-60; Sal 30; Mt 10, 17-22
  • Calendario Liturgico di Dicembre

Mt 10, 17-22
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Le letture del giorno (prima e Vangelo) e le parole di Papa Francesco da VaticanNews:

Commento al Vangelo a cura dei Monaci Benedettini

Signore Gesù, accogli il mio Spirito…

Le feste che seguono immediatamente il Natale hanno un nesso evidente con la nascita del Cristo: oggi la lapidazione del diacono Stefano, primo martire e dopodomani la strage dei santi bambini Innocenti, ci parlano in modo evidente della sorte che toccherà al Figlio di Dio, nato bambino.

Ci parlano del prezzo del nostro riscatto, ci parlano delle trame oscure che gli uomini vanno ordendo da sempre contro di lui. Ci descrivono in anticipo una storia assurda, che si snoda nei secoli.

Ci parlano del peccato del mondo e della storia vera della chiesa di Cristo. Si snoda già da oggi quel mirabile ed incessante duello tra le forze del male che vorrebbero chiudere definitivamente in un sepolcro di morte prima il Cristo e poi i suoi seguaci.

Tutti i persecutori della Chiesa dovrebbero finalmente capire che il sangue dei martiri, da Santo Stefano fino a quello dei nostri giorni, è stato sempre il seme che l’ha fecondata di nuovi figli e l’ha resa sempre più sposa degna del martire divino.

Il martirio del Santo di oggi ricalca fedelmente, nei suoi tratti essenziali, quello di Cristo. Ancora una volta viene condannato un innocente, che si “vendica” con il suo perdono. C

osì egli diventa il vero vincitore e i cieli si aprono su di lui. Il gesto di perdono e di amore da imitare e testimoniare che presto (Saulo) poterà i frutti.

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