Il Vangelo del giorno, 23 Novembre 2019 – Lc 20, 27-40

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XXXIII Settimana del Tempo Ordinario – Anno I

  • Periodo: Venerdì
  • Il Santo di oggi: S. Clemente I (mf); S. Colombano (mf); B. Margherita di Savoia
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: Esulterò, Signore, per la tua salvezza.
  • Letture del giorno: 1 Mac 6, 1-13; Sal.9; Lc 20, 27-40
  • Calendario Liturgico di Novembre

Leggi il brano del Vangelo odierno

Lc 20, 27-40
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Le letture del giorno (prima e Vangelo) e le parole di Papa Francesco da VaticanNews.

Commento al Vangelo a cura dei
Monaci Benedettini

Il Dio dei vivi.

“Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato!”. È una solenne affermazione di San Paolo nella lettera ai Corinzi. Lo stesso apostolo aggiunge che se Cristo non è risorto è vana la nostra fede, e arriva a dirci: “Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini”. I sadducèi non credevano nella risurrezione e immaginavano la vita futura come una continuazione più o meno aggiornata di quella presente.

Con questa convinzione pongono a Gesù la domanda sulla sorte futura di una donna che aveva avuto ben sette mariti e da nessuno di essi aveva avuto figli: “Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie”. Gesù non svela appieno i segreti della vita eterna: “i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio”. L’apostolo Giovanni afferma: “Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è”.

Il Signore però non manca di informarci sufficientemente circa la nuova dimensione di vita che sperimenteremo in Dio: “I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell’altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio”. Questa è la nostra fede, è l’orientamento di tutta la nostra esistenza, il Regno di Dio. Tutto l’altro, incluso il matrimonio, è quel che ci deve aiutare a realizzare l’obiettivo: la vita eterna.

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