Il Vangelo del Giorno, 23 Febbraio 2018 – Mt 5, 20-26

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Il testo ed il commento al Vangelo
del 23 Febbraio 2018 su Mt 5, 20-26

I Settimana del Tempo di Quaresima – Anno II/B

  • Colore liturgico: Viola
  • Periodo: Venerdì
  • Il Santo di oggi: S. Policarpo; B. Giuseppina Vannini
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: Se consideri le colpe, Signore, chi ti può resistere?
  • Letture del giorno: Ez 18, 21-28; Sal.129; Mt 5, 20-26
  • Calendario Liturgico di Febbraio
Le letture del giorno (prima e Vangelo) e le parole di Papa Francesco da VaticanNews:

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Mt 5, 20-26
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Commento al Vangelo del giorno a cura dei Monaci Benedettini

Va’ a riconciliarti con il tuo fratello.

Dovendo orientare la nostra vita alla conversione, la Quaresima ci fa ascoltare brani del “discorso della montagna”, come nel passo di oggi, nel quale Gesù proclama la legge nuova, un rapporto nuovo di giustizia. “Avete inteso che fu detto agli antichi “Non uccidere… ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto al giudizio…”.

La legge in sé provoca, accusa e punisce le trasgressioni, fungendo da carceriere, pedagogo e tutore dell’uomo. Gesù è venuto a liberarci dalla schiavitù della legge, non abolendola, ma a darle compimento. Infatti dietro la legge che condanna la trasgressione, c’è il Padre che, pur condannando il peccato accoglie e perdona il peccatore in Cristo.

“Sono venuto a salvare non a condannare” e ancora “Dio ha tanto amato gli uomini da dare il suo Figlio”. Gesù parla con autorità pari a colui che diede le Dieci Parole: “Io però vi dico”. Ecco perché Gesù fu così preciso e così severo. Egli voleva spezzare la facile e abbastanza comune “logica della riproduzione del male”: rendere male per male, disprezzo per disprezzo, insulto per insulto.

Non basta evitare di nuocere all’altro; si deve avere per lui il massimo rispetto senza offenderlo neppure leggermente. Anzi, l’accordo fraterno è così importante che la riconciliazione ha la precedenza su ogni culto religioso. Il non accordo con il fratello è la condanna di non essergli figlio.

La Quaresima è tempo opportuno per esaminarci e prendere decisioni affinché ogni nostro rapporto con gli altri sia ristabilito nella luce del Signore.