Il Vangelo del giorno, 23 Dicembre 2019 – Lc 1, 57-66

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IV settimana di Avvento

  • Periodo: Lunedì
  • Il Santo di oggi: Feria di Avvento; S. Giovanni da Keti; S. Vittoria
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: Leviamo il capo: è vicina la nostra salvezza.
  • Letture del giorno: Ml 3, 1-4.23-24; Sal 24; Lc 1, 57-66
  • Calendario Liturgico di Dicembre

Leggi il brano del Vangelo odierno

Lc 1, 57-66
Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Le letture del giorno (prima e Vangelo) e le parole di Papa Francesco da VaticanNews.

Commento al Vangelo a cura dei
Monaci Benedettini

La nascita del precursore.

La nascita del Battista, era stata preannunciata dall’Angelo come una testimonianza dell’onnipotenza divina. Il bambino che Elisabetta portava ancora nel suo grembo, aveva esultato di gioia, all’apparizione della Madre di Cristo. La vergine Madre aveva cantato il suo “magnificat” sentendosi chiamata dalla cugina come “la Madre del mio Signore”. Zaccaria prima dubbioso, quando nel tempio, in una visione aveva avuto la promessa di una insperata paternità, ora, riavuto il dono della parola, prorompe in un inno di lode e ringraziamento al Signore. Tutti coloro che vengono a conoscenza dello straordinario evento esaltano la misericordia divina.

Sono tutte le premesse che ci accompagnano verso una nascita ben più prodigiosa, quella di Gesù, del bambino di Maria. Sono due splendide storie che s’intrecciano e che inaugurano i tempi nuovi, l’avvento del Regno. Il messaggero che prepara la via e l’Atteso delle genti interagiscono prima della nascita e poi nel corso della vita. “La mano del Signore stava su di lui” ci dice l’evangelista: ancora una volta ad una nascita prodigiosa deve seguire una missione speciale, del tutto nuova. È per questo che oggi ripetiamo ancora con gioia e rinnovata fiducia: “Leviamo il capo, la nostra liberazione è vicina”. Fare strada al Signore, preparargli la strada è la missione che dobbiamo adempiere anche noi, ciascuno secondo la propria vocazione.

Capita ancora di frequente che molti che non leggono la Parola di Dio scritta, prestano ancora attenzione a quella vissuta in autenticità. Exempla trahunt, dicevano i Romani; l’esempio e la testimonianza hanno la forza di convincere e di attrarre più di molte parole. E’ lo strumento semplice ed efficace che tutti possiamo usare per preparare la strada al Signore, per indicare la via del Natale.

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