Il Vangelo del Giorno, 20 Febbraio 2018 – Mt 6, 7-15

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Il testo ed il commento al Vangelo
del 20 Febbraio 2018 su Mt 6, 7-15

I Settimana del Tempo di Quaresima – Anno II/B

  • Colore liturgico: Viola
  • Periodo: Martedì
  • Il Santo di oggi: S. Eucherio; B. Giacinta Marto; S. Leone di Catania
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: Il Signore libera i giusti da tutte le loro angosce.
  • Letture del giorno: Is 55, 10-11; Sal.33; Mt 6, 7-15
  • Calendario Liturgico di Febbraio
Le letture del giorno (prima e Vangelo) e le parole di Papa Francesco da VaticanNews:

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Mt 6, 7-15
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Commento al Vangelo del giorno a cura dei Monaci Benedettini

Pregate così…

Il meditare cristiano non è in un vuoto fantasioso, né il pregare è senza una persona a cui rivolgersi. Tutto nasce da un ascolto della parola di Dio, percepita in un clima orante. La classica formula della preghiera che Gesù ha consegnato ai suoi, non diviene per nulla una preghiera glorificante né per lui, né per noi, se non accogliamo nel profondo del nostro cuore, sotto la luce dello Spirito, quanto viene espresso in essa.

Non si tratta di pregare per chiedere o per promettere qualcosa, ma di renderci coscienti di quanto ci viene donato. Ripresenta e realizza quell’esperienza fondamentale che da’ senso e pienezza alla vita. Siamo legati con un vincolo personale con Dio Padre sulla relazione dell’essere figli nel suo Figlio prediletto in forza anche del suo stesso comando: “Voi dunque pregate così”. Gesù vuole introdurre anche gli uomini in quella sua stessa intimità con il Padre e tra noi, insegnandoci che l’unico scopo della nostra vita quaggiù, in attesa dell’altra.

Consiste proprio, come per la sua, in questo legame profondo e permanente di vita d’amore con il Padre. Non si finirebbe mai di parlare della grandezza di questa preghiera. Ci viene consegnata nel giorno del nostro Battesimo, perché ci deve accompagnare per tutta la vita, fino all’ingresso della Vita Eterna, quando finalmente ci apparirà il Padre.

E’ la preghiera comunitaria e personale, proclamata in confidenza, perché mentre ci rivolgiamo al Padre, portiamo nel cuore tutti gli altri fratelli, condizione indispensabile per essere tali. Ci rivolgiamo innanzitutto al Padre in piena fiducia, perché in noi sia santificato il suo nome, sia accolto e riconosciuto il suo regno d’amore, sia fatta la sua volontà, garanzia per la nostra pacifica convivenza. Lo invochiamo ancora perché ci anticipi nell’oggi il pane del Vita Eterna, che sia clemente sulle nostre miserie, come noi vorremmo fare verso gli altri, che non ci faccia cadere nel pericolo, ma ci liberi dal male.

Tutto questo lo chiediamo perché siamo enormemente coscienti che senza il suo aiuto nulla possiamo sperare.