Il Vangelo del giorno, 16 Luglio 2019 – Mt 11, 20-24

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Il commento al Vengelo del giorno
16 Luglio 2019
su Mt 11, 20-24

XV Settimana del Tempo Ordinario – Anno I

Colore liturgico: VERDE

  • Periodo: Martedì
  • Il Santo di oggi: B. V. Maria del Monte Carmelo
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: Voi che cercate Dio, fatevi coraggio
  • Letture del giorno: Es 2, 1-15; Sal.68; Mt 11, 20-24
  • Calendario Liturgico di Luglio

Mt 11, 20-24
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite:
«Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Le letture del giorno (prima e Vangelo) e le parole di Papa Francesco da VaticanNews.

Commento al Vangelo a cura dei
Monaci Benedettini

Salvato per essere salvatore.

Con la prima lettura tratta dal libro dell’Esodo inizia la storia di Mosè, salvato dalle acque del Nilo, per l’intervento provvidenziale della figlia del faraone. Dopo lo slattamento, egli vive ed è educato nella corte del faraone… ma quando viene a conoscere la sua vera origine, ha il coraggio di rinunciare ai privilegi che la sua posizione gli riserva, per sentirsi solidale con il suo popolo, oppresso ingiustamente da leggi razziali.

In questa solidarietà con il suo popolo disprezzato vediamo una figura della kènosi, dell’annientamento del Figlio di Dio che, nascondendo la sua divinità, si fa simile a noi, poveri peccatori, in tutto, eccetto nel peccato. Ma il popolo ebreo non è pronto a intraprendere il cammino della libertà; per cui Mosè, dopo aver dimostrato il suo zelo per difendere un connazionale maltrattato ingiustamente da un egiziano, deve scegliere la via dell’esilio per salvare la propria vita. Quante rassomiglianze con Gesù che non viene accolto dalla sua gente… fino a decretarne la morte…

Questa condotta sorda ai richiami del Signore, interessa anche la vita di ciascun di noi… Gesù ci richiama a questa responsabilità rimproverando le città di Còrazin, di Betsàida e di Cafàrnao dove tanti segni, compiuti dalla sua bontà e onnipotenza, non sono riusciti a convincere gli animi della popolazione a convertirsi al meglio… Chi ha più ricevuto si prepari a rendere di più… Non potrebbe essere un avvertimento anche per noi che viviamo al centro della cristianità e che tanto abbiamo avuto dalla grazia del Signore a differenza di altri popoli che vivono ai margini della Chiesa?

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