Il Vangelo del giorno, 16 Gennaio 2020 – Mc 1, 40-45

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I settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

  • Periodo: Giovedì
  • Il Santo di oggi: S. Marcellino I; S. Tiziano; B. Giuseppe A. Tovinì
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: Salvaci, Signore, per la tua misericordia
  • Letture del giorno: 1 Sam 4, 1-11; Sal 43; Mc 1, 40-45
  • Calendario Liturgico di Gennaio

Leggi il brano del Vangelo odierno

Mc 1, 40-45
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Le letture del giorno (prima e Vangelo) e le parole di Papa Francesco da VaticanNews.

Commento al Vangelo a cura dei
Monaci Benedettini

Gesù medico e medicina, guarisce e purifica.

Il Popolo d’Israele subisce una umiliante sconfitta da parte dei Filistei, una sconfitta non solo militare ma ancor più umiliante perche inferta da un popolo pagano. È l’onta alla fede nell’unico Signore. L’arca dell’alleanza con i valori e i significati che racchiude non è con il suo popolo: ecco il motivo della disfatta! “Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode”. Tutte le nostre battaglie vengono perse quando il Signore non è con noi perché l’abbiamo escluso dalle nostre imprese anche quotidiane. “Non appena l’arca dell’alleanza del Signore giunse all’accampamento, gli Israeliti elevarono un urlo così forte che ne tremò la terra”. Risorge nel popolo la fede, la certezza che Dio, il Signore degli eserciti è prode in guerra, si chiama Signore. «È venuto Dio nell’accampamento!».

La perniciosa lebbra della presunzione e della sfiducia viene guarita dalla potenza di Dio. Ne abbiamo conferma nel vangelo: “Venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato». Parole e gesti significativi accompagnano l’evento: viene un lebbroso; sta infrangendo le regole, non dovrebbe accostarsi; nonostante il suo male si inginocchia e implora la guarigione. Gesù: ne ha compassione, tende la sua mano: altra infrazione, lo tocca e lo guarisce, lo purifica. Ci sono tutte le caratteristiche di una vera e propria celebrazione: s’incontrano il male purulento del peccato, l’umile implorazione e il candore del Figlio di Dio.

Gesù sta già facendosi carico delle umane debolezze che nel suo peregrinare incontra e guarisce; quelle piaghe del lebbroso e non soltanto quelle, le ritroviamo sul corpo del Crocifisso. La mano tesa è forata! Tutti i mali con violenza si avventano sul Corpo e sulla persona del martire divino. Gesù implora perdono: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”; Egli vuole donare guarigione, e risurrezione per tutti i lebbrosi di tutti i tempi; e con la sua passione si fa garante di vita nuova, di una gioiosa risurrezione.