Il Vangelo del Giorno, 15 dicembre 2017 – Mt 11, 16-19

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Il testo ed il commento al Vangelo
del 14 dicembre 2017 su Mt 11, 16-19

II Settimana del Tempo di Avvento – Anno B

  • Colore liturgico: Viola
  • Periodo: Venerdì
  • Il Santo di oggi: S. Valeriano; B. Maria Vittoria Fornari; B. Carlo Steeb
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: Chi ti segue, Signore, avrà la luce della vita.
  • Letture del giorno: Is 48, 17-19; Sal.1; Mt 11, 16-19
  • Calendario Liturgico di Dicembre

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Mt 11, 16-19
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse alle folle:
«A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.
È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”.
Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Commento al Vangelo del giorno a cura dei Monaci Benedettini

La sapienza è riconosciuta giusta per le sue opere.

Gesù si è presentato agli uomini del suo tempo con un messaggio nuovo, che usciva dagli schemi abituali. I semplici, i disponibili, gli amanti della verità hanno aderito a lui, hanno riconosciuto in lui il punto di arrivo di tutta la legge antica. Gli altri, e soprattutto i capi del popolo, si sono messi contro di lui.

Erano gente non disponibile, avevano qualcosa da difendere, qualche privilegio da conservare; e non potendo intaccare la sua dottrina, cercavano di distruggere la sua persona. Gesù è ancora segno di contraddizione. Dove c’è ingiustizia e disordine un cristiano è in contrasto con l’ambiente. Nella prima lettura vediamo che gli uomini cadono in naufragi quando vogliono da soli costruire le basi delle più profonde aspirazioni del cuore umano. Dio e il popolo: sono i due poli complementari e opposti della storia umana.

Al piano di Dio si contrappone il comportamento dell’uomo che sembra far di tutto per impedirne la riuscita. Il capitolo 48 di Isaia affronta questa tragedia, da cui appare la colpevolezza del popolo accentuata dal continuo raffronto con i benefici di Dio. Molti parlano di pace e preparano la guerra; firmano trattati e già pensano a ingannarsi; sprecano paroloni in favore degli affamati e bruciano incenso al consumismo; prédicano l’amore e non sanno pronunciare una parola di perdono.

Il salmo 1 presenta il tema della felicità. Dov’è la felicità? La risposta divina è limpida e categorica: beato è l’uomo che fa il bene e il bene va fatto bene. Infatti, non di rado siamo tentati di utilizzare opere oggettivamente buone per il nostro tornaconto personalistico. Stiamo concludendo la prima parte del tempo di Avvento.

Possiamo tentare un primo bilancio della nostra metanoia?