Il Vangelo del giorno, 12 Maggio 2020

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Commento al Vangelo del 12 maggio 2020 a cura dei Monaci Benedettini –

V Settimana del Tempo di Pasqua – Anno A

  • Periodo: Martedì
  • Il Santo di oggi: S. Pancrazio (mf); Ss. Nereo e Achilleo (mf)
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: I tuoi amici, Signore, proclamino la gloria del tuo regno
  • Letture del giorno: At 14, 19-28; Sal.114; Gv 14,27-31
  • Calendario Liturgico di Maggio

Le letture del giorno (prima e Vangelo) e le parole di Papa Francesco da VaticanNews.

Commento al Vangelo a cura dei
Monaci Benedettini

Vi do la mia pace.

Gesù prendendo congedo dai suoi, li saluta nella forma abituale: “Vi lascio la mia pace, vi do la mia pace”. Sulle sue labbra questo saluto assume un altro significato. Il mondo, con i suoi comuni saluti, non fa che augurare la pace; Gesù invece la dona, la comunica realmente. Inoltre la pace di Cristo è l’insieme di tutte le benedizioni messianiche della nuova alleanza. Gesù non dona una pace qualsiasi, ma la ‘sua’ pace.

Per questo dice: “la mia pace”. In primo luogo perché egli l’ha raggiunta e la raggiungerà attraverso la sua morte. In più, perché è un dono, e non un premio che essi abbiano meritato. Siccome il dono della pace che dà Gesù è lui stesso, a ragione possiamo chiamare Cristo ‘nostra pace’, come dice san Paolo. La pace di Dio è dono gratuito e scaturisce dal favore divino, cioè dall’amore del Padre e di Gesù per i suoi, che così sanno di essere amati e riconciliati con Dio. La pace di Cristo infonde nei credenti la lieta sicurezza della presenza permanente di lui per mezzo del suo Spirito: “Non sia turbato il vostro cuore e non abbiate timore. Avete udito che vi ho detto: vado e ritornerò a voi”.

Ciò che adesso il Figlio dell’uomo deve affrontare è la prova tèsagli dal “principe di questo mondo”. Giuda infatti si sta avvicinando come lo strumento del male supremo, che però non potrà avere il sopravvento. In fondo l’èsito di tale prova dolorosa è la dimostrazione concreta che Gesù ama il Padre e conduce a compimento, nonostante tutte le opposizioni, la missione che il Padre gli ha affidato. Ed anche i discepoli dovrebbero rallegrarsi, perché Gesù va al Padre, dal quale verranno a noi tutte le benedizioni con la sua pace. Penso che ci possa toccare in questo momento un interrogativo di fondo: l’idea di pace che alberga in noi, è quella di Cristo? La pace è essere in Dio per Cristo.

Nel nostro rapporto con gli altri, vicini o lontani, dobbiamo chiederci quanto siamo attivi ‘creatori di pace’? L’essere di Gesù, una pacificazione per noi davanti al Padre, passa un po’ anche in noi?


AUTORE: Monaci Benedettini
FONTE: https://liturgia.silvestrini.org
SITO WEB

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