Il Vangelo del Giorno, 11 novembre 2017 – Lc 16, 9-15

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Il testo ed il commento al Vangelo
del 11 novembre 2017 su Lc 16, 9-15

XXXI Settimana del Tempo Ordinario – Anno I

  • Colore liturgico: Bianco
  • Periodo: Sabato
  • Il Santo di oggi: S. Martino di Tours (m); S. Teodoro Studita
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: Ti voglio benedire ogni giorno, Signore.
  • Letture del giorno: Rm 16, 3-9.16.22-27; Sal.144; Lc 16, 9-15
  • Calendario Liturgico di Novembre

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 16, 9-15
Dal Vangelo secondo  Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Commento al Vangelo del giorno a cura dei Monaci Benedettini

Non è possibile servire a due padroni.

Quando un padre smette l’amore per i propri figli, diventa per loro padrone, e despota e figli diventano, di conseguenza, sudditi e schiavi. Non mancano nelle vicende umane storie di questo genere. Non solo gli uomini hanno il potere di soggiogare i propri simili, ma le cose del mondo e il denaro in modo particolare, esercita tale assurdo e subdolo potere.

Nasce così l’alternativa, la scelta che ognuno nella propria vita è chiamato coerentemente ad operare. Di questa scelta il Signore oggi ci parla, volendo innanzitutto distoglierci dall’equivoco di non fare scelte e cadere così nell’intento disastroso di voler far coesistere in noi valori diversi e contrastanti. Rischiamo così una forma morbosa di schizofrenia personale e collettiva. Gesù vuole svelarci il potere ingannatore che il denaro esercita talvolta su di noi: può accaderci di diventarne schiavi e illusi dal suo fascino bugiardo perché «ciò che è esaltato fra gli uomini è cosa detestabile davanti a Dio».

Ciò anche perché l’animo umano, se non illuminato dallo Spirito, è insaziabile nelle sue bramosie. Dio non è padrone, ma padre di noi tutti e ci vuole come figli, liberi dagli inganni e dalle seduzioni. Se scegliamo di servirlo possiamo godere, già in questa vita, del suo amore e sentirci appagati e sazi nell’anima. I desideri migliori poi, noi credenti, li orientiamo nella speranza, verso i beni futuri, che non periscono perché eterni.