Il Vangelo del Giorno, 11 dicembre 2017 – Lc 5, 17-26

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Il testo ed il commento al Vangelo
del 11 dicembre 2017 su Lc 5, 17-26

II Settimana del Tempo di Avvento – Anno B

  • Colore liturgico: Viola
  • Periodo: Lunedì
  • Il Santo di oggi: S. Damaso I (mf); S. Daniele Stilita; S. Sabino
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: Ecco il nostro Dio, egli viene a salvarci.
  • Letture del giorno: Is 35, 1-10; Sal.84; Lc 5, 17-26
  • Calendario Liturgico di Dicembre

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 5, 17-26
Dal Vangelo secondo Luca

Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.
Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza.
Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?».
Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio.
Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Commento al Vangelo del giorno a cura dell’Ordine dei Domenicani

Seduto, Gesù insegnava. Alla gente piaceva ascoltarlo. Qual’era il tema dell’insegnamento di Gesù? Parlava sempre di Dio, di suo Padre, ma ne parlava in un modo nuovo, attraente, diverso dagli scribi e dai farisei. (Mc 1,22.27). Gesù rappresentava Dio come la grande Buona Notizia per la vita umana; un Dio Padre/Madre che ama ed accoglie le persone, ed un Dio che non minaccia e non condanna.

Un paralitico è trasportato da quattro uomini. Gesù è per loro l’unica speranza. Vedendo la loro fede, dice al paralitico: I tuoi peccati ti sono rimessi! In quel tempo, la gente credeva che i difetti fisici (paralisi, etc.) fossero un castigo di Dio per qualche peccato commesso. Per questo, i paralitici e molti altri disabili fisici si sentivano rifiutati ed esclusi da Dio! Gesù insegnava il contrario. La fede così grande del paralitico era un segno evidente del fatto che coloro che lo aiutavano erano accolti da Dio. Per questo Gesù dichiara: I tuoi peccati ti sono rimessi! Ossia: “Dio non ti rifiuta!”

L’affermazione di Gesù non coincideva con l’idea che i dottori avevano di Dio. Per questo, loro reagiscono: Lui pronuncia bestemmie! Secondo il loro insegnamento, solo Dio poteva perdonare i peccati. E solamente il sacerdote poteva dichiarare una persona perdonata e purificata. Come mai Gesù, nei loro occhi un laico, poteva dichiarare il paralitico perdonato e purificato dai peccati? E poi, se un semplice laico poteva perdonare i peccati, i dottori ed i sacerdoti avrebbero perso la loro funzione! Per questo reagiscono e si difendono.

Gesù giustifica la sua azione: Che cosa è più facile, dire: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dire: Alzati e cammina? Evidentemente, per un uomo è molto più facile dire: “I tuoi peccati ti sono rimessi”, poiché nessuno può verificare il fatto. Ma se uno dice: “Alzati e cammina!”, in questo caso tutti possono vedere se si ha o no questo potere di guarire. Per questo, per dimostrare che, in nome di Dio, aveva il potere di perdonare i peccati, Gesù dice al paralitico: ”Alzati, e cammina!” Guarisce l’uomo! Dimostra che la paralisi non è un castigo di Dio per il peccato, e dimostra che la fede dei poveri è una prova del fatto che Dio li accoglie nel suo amore.