Il Vangelo del giorno, 10 Dicembre 2018 – Lc 5, 17-26

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Il commento al Vengelo del
10 Dicembre 2018 su Lc 5, 17-26

SECONDA SETTIMANA DEL TEMPO DI AVVENTO – Anno III/C

Colore liturgico: VIOLA

  • Periodo: Lunedì
  • Il Santo di oggi:
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: Ecco il nostro Dio, egli viene a salvarci
  • Letture del giorno: Is 35, 1-10; Sal.84; Lc 5, 17-26
  • Calendario Liturgico di Dicembre
Le letture del giorno (prima e Vangelo) e le parole di Papa Francesco da VaticanNews:

Commento al Vangelo a cura dei Monaci Benedettini

I tuoi peccati ti sono rimessi.

E’ stato scritto che il profeta Isaia è uno dei più grandi poeti dell’Antico Testamento. Peccato che i suoi canti sono completamente ignorati dai nostri insegnanti di lettere e quindi dal grande pubblico degli studenti. Eppure le immagini hanno una immediatezza così vivida che sembra di toccarle con la mano, viverle in prima persona.

Nel brano odierno ci viene descritta una “via santa” che solo i puri e i saggi, i redenti potranno percorrere. “Si rallegri il deserto e la terra arida; esulti e fiorisca la steppa”. La natura si veste di festa, gli animali perdono la loro ferocia, gli uomini si sentono pieni di energia correndo verso la libertà. E’ chiara l’allusione alla liberazione dalla schiavitù babilonese, considerata come un secondo Esodo.

Eppure tutto questo vuol essere solo una figura. Si pensi che cosa sarà quando verrà la realtà: essa non si farà attendere. Già il ritornello del salmo responsoriale ci fa ripetere: Ecco, il nostro Dio viene a salvarci”. La seconda lettura, il brano del vangelo di Luca, ci presenta Gesù in azione: egli illumina con la sua predicazione suscitando simpatia e ammirazione tanto che la gente fa ressa per ascoltare il suo insegnamento.

Annunzia la remissione dei peccati, offrendo come garanzia la guarigione immediata del paralitico calato davanti a Lui dal tetto. Lo stupore della gente per la guarigione del paralitico è grande, ma più meraviglia dovremmo avere per il potere che Gesù, come vero figlio di Dio, possiede, quello cioé di perdonare i peccati.

La malattia fisica ha senza dubbio, il suo peso nella vita dell’uomo, ma quella spirituale, che separa da Dio e rende degni di dannazione eterna, ha una valenza con conseguenze eterne. Questo potere Gesù lo lascia agli uomini perché nel suo nome siano rimessi i peccati. Una confessione fatta con sincerità e nel vivo desiderio di distruggere una vita di peccato ha più valore che far camminare un paralitico.

Il cambiamento radicale del cuore ha effetti più strepitosi di quello di acquistare l’agilità delle gambe. Chi potrà mai dire quanti cambiamenti di vita, di condotta avvengono nel confessionale?