Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 9 Maggio 2020

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La prova che le parole di Gesù sono vere saranno le opere che noi compiremo, che noi abbiamo già compiuto. Non è detto che faremo opere grandi, visibili ed appariscenti come sfamare le folle, (anche se alcuni Santi, poiché profondamente legati a Dio, l’hanno compiute) ma abbiamo la possibilità di amare come lui ci ha amati: questa è la “l’opera più grande” che Dio chiede alla mia vita.

Dal mio saper amare “da Dio” nascerà una bella vocazione, un’oratorio che accoglie e aiuta a crescere, una famiglia o una comunità amorevole, un pezzo di Paradiso in Terra come insegnava don Bosco. Queste opere sono “il molto frutto” che i tralci porteranno restando uniti alla vite. Ma per riuscire in questo bisogna restare saldamente ancorati a lui. Sant’Ignazio di Loyola diceva “prega come se tutto dipendesse da Dio e lavora come se tutto dipendesse da te”. Dobbiamo tirarci su le maniche, pregare di più e non aver paura di lavorare in questa splendida vigna.


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