Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 8 Maggio 2022

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Quando attraversiamo un momento di buio o un periodo che ci appare privo di significato ci sentiamo un po’ smarriti, come pecore senza pastore. Andiamo alla ricerca di qualcosa, di Qualcuno che ci venga a cercare, che ci tiri fuori dalla situazione di smarrimento in cui ci troviamo. Crediamo di essere soli e irraggiungibili, non solo per le persone che ci stanno accanto, ma anche per Dio.

È bello invece, leggendo questo Vangelo, ricordarci come nessuno ci può strappare dalla Sua mano, non c’è valle oscura che tenga. Gesù si paragona a un pastore: ci conosce uno ad uno, ci chiama per nome e ci viene a cercare se ci perdiamo, anche attraverso le persone che mette al nostro fianco.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia,
mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.
Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore per lunghi giorni.
(Salmo 23)


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