Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 4 Giugno 2020

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“Ascolta, Israele”. Oggi potremmo fermarci solamente a questo imperativo perchè tutto il resto fondamentalmente è una conseguenza. Il vero grande problema, infatti, è l’ascolto. Perchè se veramente iniziassimo ad ascoltare, innanzitutto il profondo di noi stessi, troveremmo già iscritti nel nostro cuore i due comandamenti che Gesù ribadisce.

Perchè siamo segnati da sempre con il sigillo dello Spirito e siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio (cfr. Gen 1,26). Se veramente imparassimo con umiltà, libertà e senza pregiudizi ad ascoltarci sentiremmo dentro di noi lo Spirito del Figlio che grida: “Abbà, Padre” (cfr. Gal 4,6); scopriremmo la nostra vera identità di figli amati, così da corrispondere con tutta la nostra esistenza a questo Amore e lo faremmo amando il nostro prossimo che, finalmente, impareremo a riconoscere come fratello.

Qui sta tutto il senso della nostra vita. Tutto il resto sono solo inutili inganni del demonio che fa di tutto per evitare che iniziamo ad ascoltare veramente.


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