Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 31 Maggio 2020

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Quante volte anche noi, come i discepoli, siamo bloccati dentro la prigione delle nostre paure (fallimenti, ferite, ipocrisie, ansie, giudizi, pregiudizi e chi più ne ha più ne metta). Che bello sapere che Gesù, ancora oggi, irrompe nella nostra storia esclamando: “Sono qui, non temere. Ho vinto la morte e l’ho vinta per sempre; ho vinto le tue morti, le tue paure. Se accoglierai il mio Amore, lo Spirito Santo, frutto della Pasqua, sperimenterai la gioia e la pace di chi si sente figlio amato sempre, gratis e comunque.

Sarai finalmente riconciliato con Dio, con te stesso e con il tuo prossimo e potrai essere, a tua volta, strumento di riconciliazione”. Sono queste le parole che Gesù ci ripete ancora oggi, le ripete con forza ma ci lascia liberi. Sta a noi accogliere il Suo Spirito, che come paraclito, è stato donato a noi e, più intimo a noi di noi stessi, ci ricorda continuamente quanto Dio ci ha amato e ci ama. Se daremo retta a questa voce, silenziando le mille voci contrarie, lo Spirito gradualmente potrà operare in noi, facendo nuove tutte le cose e rendendoci strumenti della sua Misericordia anche nella vita di chi ci vive accanto.


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