Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 31 Dicembre 2020

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L’anno si conclude con il più bell’inizio: il prologo di Giovanni!
E forse non ci sarebbe stato un Vangelo più opportuno per chiudere questo 2020.

Non ha senso maledire gli anni come fossero persone, sappiamo benissimo che è solo un giro completo della terra intorno al sole!
Non ha senso ‘antropomorfizzare’ il tempo (un anno cattivo, buono, …) o gli astri o le stelle.
La vita si accoglie così come viene. E le croci che arrivano con essa.

Il 2020 ci ha ricordato ‘che non siamo generati nè da sangue nè da volere di uomo.. ma da Dio’. Il 2020 ci ha ricordato che siamo figli, e quindi fragili, ci ha costretto a tornare all’essenziale, ci ha costretto a stringere i denti e piangere ma continuare a rialzarci e benedire! ‘Era nel mondo’: la vita è abitata da Dio, il tempo è abitato da Dio. E questa è l’unica vera speranza che ci è rimasta, l’unico senso.. che in questo 2020 ci ha salvati dall’assurdo.

Anche nel dolore, strano ma vero, abbiamo ricevuto ‘grazia su grazia’ ed ogni volta che lo abbiamo accolto ci siamo ricordati di essere ‘figli di Dio’.
Non esistono buoni o cattivi mari, esistono buoni o cattivi marinai!


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