Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 31 Agosto 2020

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I compaesani di Gesù sono i suoi parenti. Lo rifiutano perché è come loro: lo pensano figlio di Giuseppe, ignorando il mistero della sua nascita per opera dello Spirito. Vorrebbero che il Messia fosse diverso, più forte e potente. Cioè se Lui fosse atterrato con l’elicottero, magari con la guardia del corpo, facendo grandi promesse gli avrebbero creduto? Questo Vangelo vuole indicarci la strada verso la libertà. Dove la libertà non è ciò che intendiamo noi oggi – fare quel che mi pare e piace, questo si chiama libertinismo o egoismo –, ma liberazione dalla delle nostre schiavitù di egoismo. 

Il Vangelo ci vuole aprire gli occhi sulla realtà per farci uscire dai deliri e vedere la verità. La verità è che Dio è Padre e noi siamo figli e quindi fratelli.  Questa è la condizione per abitare la terra. In questo Vangelo si parla di oppressi..chi sono? La terra sarà abitabile e potremo abitarci – e non sarà l’inferno – semplicemente se consideriamo che tutto ciò che c’è è dono di Dio a tutti gli uomini, è dono del Padre ai suoi figli.

Noi possiamo vivere se viviamo da fratelli i doni che abbiamo. Se viviamo i doni da rivali distruggiamo il fratello, uccidiamo l’altro, uccidiamo noi come figli e distruggiamo anche il bene. E pensate cosa può diventare la terra se invece di litigare e distruggerci gli uni e gli altri, cominciassimo ad andare d’accordo e a mettere in comune gli sforzi per costruire un mondo di solidarietà, di benessere, di condivisione, di qualità di vita: sarebbe ciò per cui siamo fatti.


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