Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 30 Aprile 2020

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La gente che, nei Vangeli di lunedì e martedì chiedevano pane, lo facevano perchè sapevano che i loro padri avevano ricevuto la manna dal cielo per saziarsi quando con Mosè attreversarono il deserto. Il Signore ancora una volta invita tutti a fare un passo in avanti, a non pensare solo alle cose di questo mondo, invita ad ampliare i nostri orizzonti, perpararci per la vita eterna.

E’ Gesù questo pane vivo, chi si nutre di Lui, chi lo fa proprio, chi ne prende i nutrimenti, chi lo fa girare nelle sue vene…insomma lo vive nel suo quotidiano è colui che avrà la vita eterna. “Bisogna sforzarsi per cercare Dio!”, “bisogna stare attenti a fare sempre il bene!”: sono slogan che, più o meno, echeggiano nella nostra mente. Certamente anche la vita di fede prevede uno sforzo da parte di ciascuno di noi, perché non è immediata come respirare o mangiare. Tuttavia non siamo noi per primi che crediamo, ma è il Padre che “attira” per primo. E’ lui per primo che è chiamato ad avere fede in noi.

Questo è più straordinario del fatto che noi possiamo credere in lui: tutto sommato, credere in Dio è più facile, perché Dio è affidabile; il difficile è che lui creda in noi! Questa sua fiducia su ciascuno di noi è la forma principale della sua attrazione: un Dio così è un Dio che conferma, secondo dopo secondo, un valore che non immaginiamo nemmeno di avere!

Fonte:

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