Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 3 Aprile 2020

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Oggi il Vangelo mi presenta un Gesù “processato” dai Giudei e la sua risposta è spiazzante: se non volete credere a me, credete a ciò che io compio, credete alle mie opere.

Che bello quando una persona si presenta per quello che fa piuttosto che per quello che dice di essere. E le opere del Cristiano sono opere che coinvolgono coloro che sono più “piccoli”, gli esclusi, gli emarginati, i poveri, chi si sente solo o ha bisogno soltanto di una persona amica.

Un cristiano prima della croce sul petto dovrebbe portare il suo amore incondizionato verso l’altro, perché nell’altro egli trova se stesso e trova Cristo, chi regala le ore agli altri vive in eterno.

Mi piace concludere con delle frasi di San Giovanni Crisostomo sul come onorare il corpo di Cristo: “Che vantaggio può avere Cristo se la mensa del sacrificio è piena di vasi d’oro, mentre poi muore di fame nella persona del povero? Prima sazia l’affamato, e solo in seguito orna l’altare con quello che rimane”. Da cristiano quanto mi sto impegnando nel concreto?

Fonte:

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