Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 29 Luglio 2020

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Ogni volta che leggo questo brano (Lc 10,38-42) e penso a Marta mi ci ritrovo in pieno. Marta è il prototipo del cristiano perfettino che immerso nel servizio, si perde nell’attivismo e, a volte, si dimentica per Chi lo sta facendo e così si ripiega su se stesso e sul proprio narcisismo.

Non riesce a non puntare il dito e in fondo, dietro le righe, afferma: è possibile che devo fare sempre tutto io in questa casa, comunità, oratorio, parrocchia etc.?! E’ davvero difficile entrare nella logica della gratuità del Vangelo, purtroppo orgoglio e superbia stanno sempre lì, dietro l’angolo.

D’altronde S. Francesco di Sales afferma che la superbia morirà solo con noi. Ma ricordiamoci che “Dio resiste ai superbi ma dà grazia agli umili” (1 Pt 5,5) e “se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova” (1 Cor 13, 3).


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