Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 26 Novembre 2020

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Angoscia, ansia, morte, guai, devastazione…Questo brano del Vangelo, molto più di altri, riflette le emozioni che molti di noi stanno provando in questo particolare periodo storico.

Il quadro presentato mostra un susseguirsi di eventi catastrofici in cui sembra che non ci possa essere una soluzione, una tregua. Tuttavia, se ci si sofferma a leggerlo, tutti questi eventi spiacevoli non sembrano infiniti e pervasivi, ma è ben delineato un limite temporale che ne segnala la fine: “finché i tempi dei pagani non siano compiuti”, “Quando cominceranno ad accadere queste cose”.

Spesso quando ci troviamo ad affrontare periodi di profonda sofferenza e privazione l’impressione che abbiamo è che questo dolore non ci abbandonerà mai, Gesù oggi ci dice che non c’è sofferenza tale da durare per sempre, ma ogni cosa spiacevole ha una fine e se si ha accanto Gesù non può che essere un lieto fine.

La Passione di Gesù ci insegna che nessuna Croce dura in eterno, ma ha come fine ultimo la VITA, la RESURREZIONE, la BELLEZZA. Quando abbiamo l’impressione che la devastazione di questo periodo non finirà, risolleviamo il capo dalle cose terrene e cerchiamo di scorgere la fine, anzi il FINE.


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