Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 26 Maggio 2020

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Alle volte la mia vita di fede vive un momento che a me piace chiamare “la spiritualità dei giochi d’artificio”. Essa consiste nell’ancorarsi ad esperienze passate che magari in quel momento mi toccano particolarmente e che poi però nella vita “ordinaria” non mi toccano, rimangono solo ricordi.

Gesù oggi parla di “glorificarsi” con l’opera che il Padre mi consegna; non ieri, non domani ma oggi. Continuamente il Buon Dio mi dà da costruire il mio quotidiano. Il problema dei campi, dei ritiri spirituali è che molte volte rimangono esperienze fine a se stesse, rimangono nella mia mente, e non toccano il mio quotidiano, non permetto loro di toccare il mio cuore.

I tempi di Natale e Pasqua sono detti tempi forti perché ruotano intorno ad Eventi molto importanti per noi cristiani; io sono pienamente convinto che il tempo ordinario, quello che non precede alcuna festa, sia un tempo fortissimo, lì c’è da vivere la fede nel mio impegno quotidiano, nella mia realtà di ogni giorno, lì c’è da prendere la propria Croce ogni giorno e seguirLo.

Come vivo il mio essere credente nel quotidiano?


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