Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 22 Dicembre 2020

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Maria è il primo essere umano che riconosce la propria piccolezza e distanza da Dio, in modo pieno e assoluto ed è per questo Dio può donarsi a lei in modo pieno e assoluto. Il merito fondamentale di Maria è sapere di non meritare. In lei è superata ogni sete di perfezione religiosa: c’è la pace perfetta di chi riconosce la propria verità come infinita nullità. Ma senza disperare, perché questa, e solo questa, è in grado di contenere l’infinita verità di Dio.

Gli uomini di tutti i tempi si congratuleranno con lei non per la sua umiltà, ma perché Dio ha guardato alla sua bassezza. Egli ha manifestato il suo amore nella sua non amabilità. Il motivo stesso del magnificare il Signore e del danzare in lui è il suo sguardo posato su di lei: questo è il centro di tutto.

A pochi giorni dal Natale di un Dio che si fa uomo, che da infinito diventa finito per me, desidererei avere il cuore di Maria che sa lodare un Dio così magnifico da umiliare se stesso per innalzare me, uomo.


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