Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 21 Ottobre 2020

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Il “tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo” suona molto come l’avvertimento di don Bosco ai suoi ragazzi di non rimandare il momento della confessione (o della conversione) perché potrebbe poi mancare la volontà o il tempo. Il momento della fine ci resta ignoto e quindi dobbiamo saper vivere al meglio ogni istante.

Il rischio è perdere di vista questo orizzonte che ci porta a “possedere” le cose: l’uomo non è “possidente” ma è un economo, che amministra beni non propri. Tutto ciò che è e ha non è suo. È dono di Dio, e deve restare tale per essere quello che è.

Ma non basta essere vigilanti perché si rischia di sotterrare i doni che ci sono stati fatti: un capitale va investito per farlo fruttare perché “a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”. Tutti abbiamo ricevuto un grande dono e ci sarà quindi chiesto molto: esattamente quanto fu donato, accresciuto dai frutti di un buon investimento. Il dono è fecondo come l’amore. Se resta sterile, non è ricevuto come dono d’amore. Noi credenti siamo chiamati a prendere seria coscienza delle nostre responsabilità davanti a Dio: dobbiamo testimoniarlo come e con Gesù davanti a tutto il mondo!


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