Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 2 Ottobre 2020

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Con il capitolo 18 siamo all’inizio del discorso di Matteo sulla comunità e non è un caso che l’evangelista presenta Gesù mentre pone al centro un bambino come modello. Il bambino per i giudei è colui che è totalmente autoinsufficiente e dipendente. Per costruire la comunità, infatti, è necessario prima sperimentare di aver bisogno dell’altro e in primis dell’Altro.

E’ necessario sentirsi accettati ed amati nella propria piccolezza, in poche parole è necessario sperimentare di essere figli amati gratuitamente da un Padre provvidente. Chi si sente figlio in questo modo potrà a sua volta riconoscere l’altro e amarlo come fratello che si trova nella sua stessa condizione. Peccato che la società in cui viviamo ci propina il mito dell’autosufficienza e dell’autonomia fino all’egoismo come percorsi di felicità. E veniamo continuamente bombardati da questi slogan.

Ecco perchè è necessaria una vera conversione, personale e comunitaria. Bisogna che noi cristiani rompiamo questi circoli viziosi e attiviamo percorsi di comunione a partire dai nostri luoghi di vita quotidiani. La rivoluzione dell’Amore parte da piccoli passi possibili che però devono essere intrapresi con forza e coraggio, sospinti dallo Spirito.


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