Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 17 Ottobre 2020

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Questo Vangelo parte con una specie di impegno che Dio si assume: “Io mi ricorderò di te” chiedendoci però di fare lo stesso. Non è una contrattazione è una promessa, è un impegno da parte di Dio, in modo che si rafforzi la nostra determinazione a stringere con Lui questa relazione.

Il Vangelo continua parlando di peccato contro lo Spirito Santo che possiamo riassumere come la presunzione di sapere e di non essere aperti alla novità: il rischio é di non convertirci e il non cambiare vita davvero. Probabilmente l’ipocrisia è il peccato contro lo spirito, cioè quando ritengo di essere già a posto e basta.

È uno che dice “io ho la verità”, vado a messa tutte le domeniche, faccio anche opere buone, gli altri no, io sono a posto. Ma amo davvero il mio prossimo? Sono sale delle terra e luce del mondo? Il Signore sa perfettamente che la radice dell’ipocrisia è la paura e per questo ci dice “non preoccupatevi”. Il contrario della paura è la fiducia. “Non preoccupatevi di quel che succede”.

Stiamo tranquilli perché sarà lo Spirito a parlare in noi, cioè se noi abbiamo lo Spirito, cioè l’amore, sappiamo in ogni circostanza che cosa fare. Non abbiamo bisogno di essere ipocriti, per essere qualcuno. Siamo già figli di Dio che è molto di più di tutto quello che possiamo inventarci!


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