Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 16 Luglio 2021

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Spesso questo brano del Vangelo è citato impropriamente, quasi che la secondarietà della legge possa giustificare le nostre mancanze. Invece, queste parole forniscono un principio importantissimo: in caso di necessità siamo dispensati dai precetti istituiti dagli uomini (ma non da quelli che vengono da Dio). Questi casi “particolari” seguono due criteri che ci fornisce la Parola di oggi: riconoscere il primato del Signore e lasciare spazio alla misericordia, prima che ai sacrifici.

Spesso crediamo di aver superato la casistica e il legalismo farisaico, invece rischiamo continuamente di formulare leggi “nostre” che ci limitano ad un rapporto autoreferenziale con noi, con gli altri e con Dio. Succede che, condizionati dall’orgoglio, poniamo dei paletti di tolleranza entro i quali siamo disposti a “soffrire”, ma senza andare oltre… la fede e la speranza illuminano la via della felicità e della santità solo quando sono sorrette dalla carità, dalla misericordia, dall’amore fino al dono totale della vita.


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