Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 11 Novembre 2020

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Nonostante la cosa più eclatante del Vangelo di oggi sia la guarigione di ben 10 lebbrosi (un miracolo!), vogliamo soffermarci su qualcosa che sembrerebbe meno rilevante, su una scena che quasi appare secondaria: dei 10 guariti, uno solo torna indietro per ringraziare!
La prima cosa che ci insegnano a dire da piccoli, quando ci viene donato o offerta qualcosa è GRAZIE!

Purtroppo però crescendo questa diventa la parola che usiamo meno, forse perché a un certo punto crediamo che tutto ci sia dovuto, sempre, o forse perché ancora una volta raggiunto il nostro obiettivo poco ci importa di tutto il resto.
Ci troviamo poi a replicare questa prassi dell’adultità nella nostra vita di preghiera, nel nostro rapporto quotidiano con il Padre. Quando c’è da chiedere, sappiamo dove correre! Ma quante volte sappiamo metterci in ginocchio per dire: GRAZIE SIGNORE GESÙ!?

‘immensa misericordia del Padre non deve giustificare la nostra non curanza. Essere guariti non significa essere salvati. Dobbiamo reimparare l’arte della gratitudine, quella che i nostri genitori ci insegnarono quando eravamo ancora in fasce, perché è anche dalla gratitudine che passa la salvezza! Dio è buono e misericordioso verso tutti, ma, come sempre diceva Mamma Margherita al suo Giovannino, “Dio ti vede!”…il che non equivale ad una minaccia, ma alla certezza che stiamo sempre alla presenza del Signore e che a Lui non sfugge nulla di ciò che facciamo e di ciò che dimentichiamo di fare.

Impariamo ad essere lo straniero che torna a dire grazie  e non i nove lebbrosi che ricevuta la grazia vanno via.
Impegno: ogni giorno trovo un motivo per dire GRAZIE A DIO!


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