Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 11 Marzo 2022

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Qual è la differenza tra i discepoli di Gesù e gli scribi ed i farisei? Perché Gesù chiama, nei passi precedenti, i farisei razza di vipere? La risposta è facile, gli scribi ed i farisei si curano solo dell’aspetto esteriore, non curano minimamente la qualità della vita dell’altro, la loro è una religiosità sterile che non guarda il cuore delle persone.

Da questo possiamo capire davvero perché poi Gesù sente quasi il bisogno quasi di “estremizzare” quanto già la legge aveva detto; effettivamente, chiamare una persona stupido, stolto, nel gergo ebraico significava non voler avere niente a che fare con quella persona, Gesù invece cerca di comunicare ai suoi discepoli una maniera nuova di impostare i rapporti con gli altri, quello che davvero conta è il bene che posso rivolgere all’altro e soprattutto la comunione che posso creare con l’altro, e dove c’è insulto e disprezzo la comunione crolla.

Migliorare la qualità di vita dell’altro, questo si che sembra un bel fioretto da vivere in questa quaresima altro che privarsi del dolce, qui si tratta di privarsi di quell’acidità che alle volte corrode i nostri rapporti. Vivere la comunione, questo vuol dire essere autentici discepoli di Cristo.

La tua vita sta portando gioia agli altri?


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