Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 11 Dicembre 2020

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Capii di non essere più un bambino quando la Melevisione cominciò a non interessarmi più. Nella vita ci sono tante musiche che in alcuni periodi della nostra esistenza toccano le corde del nostro cuore tanto da interessarci, alcune musiche rimangono e guidano un po’ anche le nostre scelte future, altre se ne vanno così come sono arrivate.

La Melevisione per me, è stata una di quelle musiche che mi ha fatto “ballare” per un periodo e poi non mi ha più affascinato. L’unica musica che rimane, quella capace di interessarci sempre è l’amore, perché tutto passa ma l’amore resta, d’altronde la parola amore vuol dire proprio “no-morte” (A-More).

Vivere il Natale rimanendo “seduto” vuol dire non viverlo affatto. Gesù mi chiede in questo Avvento di cominciare a “ballare” sul ritmo della “Sua musica”, e per farlo occorre passare dalle piccole cose. Sarò capace di fare grandi cose solo se comincerò un passo alla volta; sapendo che ad ogni passo non sono solo ma Egli è lì che mi accompagna con “la Sua musica” che non passa mai di moda.

Quali sono le “musiche” che ancora oggi continuano a farmi “ballare”? Quali piccoli passi mi chiede Gesù in questo Avvento?


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