Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 10 Marzo 2022

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Questo passo del Vangelo si comprende tornando indietro di 2 capitoli, infatti lo stesso Gesù, al capitolo 5,17 di Matteo dice: «Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento», non a caso il Vangelo di oggi si conclude dicendo proprio «questa infatti è la Legge e i Profeti».

Tra il capitolo 5, 17 e quello di oggi passano una serie di insegnamenti che Gesù consegna ai suoi che hanno come principale argomento la relazione. Passando dal porgere l’altra guancia alla preghiera del Padre Nostro, dall’elemosina fatta in silenzio fino al chiedere, cercare e bussare Gesù vuole consegnare ai suoi contemporanei, ma soprattutto a noi, un nuovo modo di intendere la relazione con gli altri e con il Padre, un Padre non più distante, ma un Padre nostro, che ascolta la preghiera dei suoi figli, se essi hanno il coraggio di chiedere con fede, cercare con perseveranza e bussare con insistenza!

Un Padre che ascolta nella misura in cui il figlio parla con Lui, si mette in azione, che non ci finisca come quella barzelletta in cui un uomo va in Chiesa a lamentarsi con Dio perché non vince mai alla lotteria scoprendo dopo che in realtà lo stesso signore non aveva comprato nessun biglietto.

In questa Quaresima sono chiamato a rivedere il mio dialogo con il Buon Dio, su cosa si fonda? È astratto e formale o davvero è una relazione Padre/figlio?


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