Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 1 Giugno 2020

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Dal 2018 il Lunedì dopo la Pentecoste è il giorno in cui celebriamo la Beata Vergine Maria madre della Chiesa, ed il Vangelo di Giovanni non potrebbe essere più idoneo. Maria innanzitutto è colei che sta, che resta; l’abbiamo detto qualche giorno fa chi ama resta; nonostante le fatiche, nonostante il calvario, amare, nelle relazione di ogni grado e tipo, vuol dire rimanere, restare, anche quando tutti se ne sono andati.

Amare vuol dire restare sotto la croce, ma il Buon Dio non ci lascia mai soli, ci ama sempre tramite qualcun altro. Mi fa riflettere che affianco a Maria c’è il discepolo amato, non ha nome, anche se sappiamo che si tratta di Giovanni, perché il nome che manca è il mio. Prova un attimo a rileggere il passo inserendo il tuo nome; “e accanto a lei (Claudio, Francesca, Mirko, Anna etc) il discepolo che Egli amava”. La croce che dobbiamo abbracciare quotidianamente prende svariati nomi e alle volte sembra davvero pesare, ma Cristo è la, e ci consegna una relazione, ci consegna sua Madre, essa in quel momento così straziante accetta di essere Madre per tutti, madre per i vicini e per i lontani, per chi resta, come il discepolo amato, e per chi è scappato.

Sono disposto/a a rimanere nelle relazioni o nelle croci quotidiane? O cerco di scappare?


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