Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 9 Maggio 2022

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Nella vita di ciascuno di noi sono presenti dei falsi pastori, ladri e briganti, che entrano “a gamba tesa” nelle situazioni più fragili con l’intento di rubare, uccidere e distruggere. A volte lo fanno nel silenzio della notte, quando siamo più vulnerabili e, stanchi e affaticati, abbassiamo le nostre difese credendoci al sicuro nel recinto delle nostre abitudini, delle nostre ovvietà, delle nostre certezze.

Altre volte siamo attaccati in pieno giorno e, impreparati e spaventati, non rispondiamo più delle nostre azioni, corriamo scompostamente fra un impegno e l’altro finché non ci accorgiamo di essere chiusi in un recinto, limitati dalle nostre paure e falsità.

Gesù ci indica, però, la via d’uscita: è lui stesso. Egli è la porta attraverso la quale passare per essere veramente liberi dalle falsità delle nostre paure. Gesù Risorto ci chiama per nome, il nostro vero nome e ci restituisce la nostra identità. Inoltre, la certezza di Gesù-porta ci assicura la possibilità di entrare e uscire, poiché il Signore non ci salva dal peccato per incatenare a sé, ma ci lascia liberi di fare le nostre scelte, liberi di guardarci dentro e con immensa tenerezza ci propone vita in abbondanza senza stancarsi di stare con noi, camminare davanti a noi, ma anche in mezzo, di rallentare il passo, di attenderci quando abbiamo dubbi e con pazienza di riproporsi come amante fedele.

Marco Ruggiero


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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