Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 8 Ottobre 2020

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Molto spesso ci lasciamo andare a pensieri quali “Tanto è inutile, non serve a niente!”, “Che lo faccio a fare?”, “Non c’è speranza!”, dimenticandoci che la Speranza non è una virtù fumosa e inafferrabile, ma è una certezza che, se riconosciuta come tale, muove i nostri passi verso la felicità che il Signore vuole per ognuno di noi. Questa Speranza apre il nostro cuore alla preghiera, facendo, anzi, dell’intera nostra vita una preghiera.

Il rischio è quello di vivere una vita frammentata, in cui ogni ambito (famiglia, lavoro, studio, affettività, ecc.) occupa uno suo spazio comodo, in cui ha un proprio equilibrio e noi facciamo sforzi incredibili per mantenere tutto così. Una vita di preghiera, invece, orienta ogni cosa, continuamente, verso lo sguardo d’amore di Dio; pertanto, quando allentiamo la presa lasciando spazio alla pigrizia e alla rassegnazione, spegniamo il desiderio autentico di felicità, che è la vita in Dio.

La vita che diventa preghiera è serenità infinita perché poggia sulla certezza che il Signore conosce i nostri bisogni e rinnova continuamente i nostri cuori, donandoci la capacità di riconoscere le nostre debolezze e le nostre fatiche, così da poter orientare anche quelle a lui.

Marco Ruggiero


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato