Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 8 Novembre 2021

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Di solito proviamo una grandissima fatica nel guardare con amore qualcuno che ci scandalizza, qualcuno che ci ha fatto un torto o qualcuno che ha compiuto un’ingiustizia di cui siamo testimoni. Magari facciamo appello ai nostri ideali e rigettiamo duramente tutto questo, condannando senza riserve; ci dimentichiamo, tuttavia, che dinanzi a noi c’era, o c’è, un fratello, una sorella.
Gesù ci dice che tutto questo fa parte dell’esperienza umana, della libertà che il Padre ci ha dato e che difende fermamente.

Certo, non è sempre facile perdonare ed è proprio per questo che i discepoli si affrettano a chiedere a Gesù di accrescere la loro fede. Essa ci aiuta a ricordarci che il Signore si è rivelato a noi e ci ha salvato, accogliendo con sé sulla croce tutti i nostri delitti, le nostre mancanze, le nostre debolezze, i nostri peccati. La fede cambia il nostro sguardo e ci fa vedere attorno a noi fratelli e sorelle che, esattamente come noi, sono “uno di questi piccoli”, sono fragili e chiedono solo di sentirsi accolti e amati da noi.

Possiamo chiedere, allora, al Signore di allinearci quanto più possibile alla sua misura di giudizio, che è quella che perdona ognuno di noi anzitutto, per poter avere, così, lo stesso sguardo d’amore sul prossimo.

Marco Ruggiero


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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