Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 8 Marzo 2020 – Mt 17, 1-9

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Il volto è ciò che si pone davanti a me e mi si offre con forza; mi dice “coglimi” e mi comunica tutta la verità dell’altro. Sull’alto monte il volto di Gesù prende a brillare, tanto che sarà diventato faticoso per i tre apostoli ritrovarne i lineamenti che conoscevano tanto bene; sarà diventato faticoso alla vista assistere alla bianchezza sfolgorante delle vesti; sarà stato, tuttavia, certamente stupefacente avere un assaggio di paradiso, una visione di infinito per chi, come noi, è piccolo e povero.

Nella nostra limitatezza, Gesù ci porta con sé, sul monte, e se a volte fatichiamo a riconoscerlo nella sua gloria nel quotidiano della nostra vita, nella tradizione e nei profeti, nella sfolgorante luce della risurrezione non possiamo mentire e la sua bontà incontra la nostra inadeguatezza.

Dio vero è presente e ci dice parole d’amore; ci mostra il suo volto, che è un volto umano e divino: è il volto di chi è innamorato e che si imprime inevitabilmente nel cuore della Chiesa, sua sposa, nella memoria di ciascuno di noi.

Il volto di chi amiamo ritorna nella nostra mente continuamente e cominciamo a vederlo ovunque; è qualcosa che non sappiamo gestire, che stringe lo stomaco, che dapprima immobilizza, per poi mettere in movimento. Così il volto di Cristo, che è Luce, Bellezza, Bontà, Gloria, Infinità, Umanità…

Marco Ruggiero

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