Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 8 Maggio 2022

50

- Pubblicità -

“Io so che tu sai che io so” – mi hai detto sorridendo, come sotto i baffi! Penso a quante volte me lo dimentico, ma tu mi rassereni.
Tu sai tutte le volte che tento di strappare qualcosa in più alla vita; tu sai tutte le volte che lascio che qualcosa si strappi dentro; tu sai quando qualcosa mi è stato strappato via e ho creduto di perdermi, ma alla fine tu sai sempre strapparmi comunque un sorriso.

In realtà il tuo strappare è differente perché tu, anche strappando, dai: sei tu a darmi ancora un sorriso.

É di certo la tua voce a ridestarmi, a sorreggere la commozione di un semplice ricevere: ti spezzi tu stesso per darti, come facesti e continui a fare con il pane.

I greggi dei miei pensieri possono riposare, le lane candide quanto quelle ingiallite del mio sentire possono rifulgere come argenteo patire e dorato esultare alla tua luce.

Senza pretesa di possedere, controllare, strappare, non rimane che il continuo rinnovo di un’attesa: unità data per essere ricevuta dalla moltitudine, forza che si fa dolcezza di condivisione, grandezza accogliente che si fa piccolezza in preghiera.

Mounira Abdelhamid Serra


Continua a leggere gli altri approfondimenti del giorno sul sito

- Pubblicità -

Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

Articolo precedentedon Antonello Iapicca – Commento al Vangelo del 8 Maggio 2022
Articolo successivodon Federico Pucci – Commento al Vangelo del 8 Maggio 2022