Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 6 Settembre 2020

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Se… per cinque volte oggi il “se” introduce possibili soluzioni a un conflitto: un fratello che commette una colpa contro un altro. Io posso occupare il posto di entrambi: il colpevole o l’innocente. Colpevole e innocente sono solo le possibilità estreme in cui si dà un conflitto, con infinite possibilità intermedie, tuttavia si daranno dei casi in cui mi troverò a occupare una di queste posizioni limite. Se ci penso, non farò fatica a trovarli.

Questo “se”, ostinatamente ripetuto, racconta di un Signore che con me ci vuole provare, non una ma ripetute volte. Racconta di un Signore che vuole ricucire, rattoppare una è più volte le tele sgualcite delle mie relazioni. Racconta di una pace faticosa, da provare e riprovare, sempre in divenire, perché la pace non è assenza di conflitti ma il modo in cui li abito. Racconta la vita di una comunità che esercita l’arte del consiglio, che fa intervenire altri fratelli a distendere i nervi tesi di un isolato duello.

Nodi. Le mie relazioni – i miei legami – “terrestri” sono immagine di quelle “celesti”. Se l’uomo è creato a immagine e somiglianza di Dio lo sono anche i suoi legami. Legare e sciogliere è questione di prospettive: ci sono legami che riflettono l’unione tra Dio e l’uomo e altri che ne intaccano la libertà… come c’è lo slegarsi che esprime libertà e quello che benedice la cultura dell’odio e della separazione. L’immagine del nodo include entrambe le possibilità, legare e sciogliere, da attuare con sapienza quando è necessario. Il nodo può allungare o accorcia la corda: può aiutare la risalita dall’abisso fornendomi un appiglio, o includere quei centimetri in più che sembravano mancare alla salvezza.

Riuniti. La comunità – i due o tre riuniti nel suo nome – è spazio che apre a Dio, è lì che Lui si manifesta anche nei conflitti e nei nodi.

Giuseppe Amalfa SJ


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato