Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 6 Ottobre 2019

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Nella Bibbia, fede è quell’amen che sigilla l’accoglienza della Parola in noi: fede sono le semine quotidiane che il Signore fa nel nostro campo, fede è dono da custodire non qualcosa da costruire.

La fede non è questione di quantità ma di stabilità: è lo scoglio fermo al quale posso sempre aggrapparmi in mezzo alle acque più agitate. Può capitare che, distratto, perso in tante cose, non mi accorga delle cose importanti che mi sostengono. Ecco allora che come i discepoli posso incontrarmi povero di fede, o che non riesca proprio a vederla… Cosa fare?

Accogliere il margine di incertezza che il credere porta con sé, quella frontiera tra la mia debolezza e l’onnipotenza di Dio. Credere è fidarsi, costruire il proprio futuro su una promessa fatta da chi mi ha preso per mano quando l’acqua già mi stringeva la gola.
I discepoli chiedono grandezza, desiderano una fede che cresca, qualcosa di visibile. Gesù indica una cosa piccola, un seme, che nella forza del silenzio è capace di fare cose grandi. Serviranno allora occhi e orecchie attenti a questi piccoli terremoti che spaccano le terre più secche.

Anche il migliore dei contadini è inutile davanti all’energia di un piccolo seme. Se so stupirmi di questa fragile grandezza, non servirà che mi si spieghi cosa significa essere servo inutile, non servirà chiedere una ricompensa di fronte al privilegio di custodire il miracolo della vita, non servirà chiedere dinanzi a colui che si è dato tutto per me.

Giuseppe Amalfa SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

Letture della
XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Il giusto vivrà per la sua fede.

Dal libro del profeta Abacuc
Ab 1,2-3;2,2-4

 
Fino a quando, Signore, implorerò aiuto
e non ascolti,
a te alzerò il grido: «Violenza!»
e non salvi?
Perché mi fai vedere l’iniquità
e resti spettatore dell’oppressione?
Ho davanti a me rapina e violenza
e ci sono liti e si muovono contese.
 
Il Signore rispose e mi disse:
«Scrivi la visione
e incidila bene sulle tavolette,
perché la si legga speditamente.
È una visione che attesta un termine,
parla di una scadenza e non mentisce;
se indugia, attendila,
perché certo verrà e non tarderà.
Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto,
mentre il giusto vivrà per la sua fede».
Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 94 (95)
R. Ascoltate oggi la voce del Signore.

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R.
 
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce. R.
 
Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere». R.

Seconda Lettura

Non vergognarti di dare testimonianza al Signore nostro.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
2 Tm 1,6-8.13-14

 
Figlio mio, ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza.
 
Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.
 
Prendi come modello i sani insegnamenti che hai udito da me con la fede e l’amore, che sono in Cristo Gesù. Custodisci, mediante lo Spirito Santo che abita in noi, il bene prezioso che ti è stato affidato.

Parola di Dio

Vangelo

Se aveste fede!

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 17, 5-10

 
In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
 
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.
 
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
 
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Parola del Signore