Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 5 Gennaio 2020

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Il quarto vangelo inizia con questo famoso prologo che è una provocazione fortissima all’antico testamento.

La prima parola: “In principio…”, ricalca l’incipit di Genesi. Come se l’autore volesse in modo audace riscrivere un nuovo inizio, un nuovo fondamento, un nuovo testamento, appunto. C’è si un sorta di continuità con l’antico testamento, perché a esso si riferisce per contrapposizione, ma c’è pure discontinuità perché ha la pretesa di stabilire una nuova origine. Come a dire: con questo vangelo ti propongo una nuova concezione di Dio che l’antico testamento non poteva offrirti. Non si tratta semplicemente di un’immagine diversa, è proprio il concetto stesso con cui pensi Dio che voglio mettere in discussione.

La parola greca “logos” possiamo tradurla semplicemente come “parola”. “All’inizio di tutto c’è una parola” sembra dire il prologo. Se vuoi scoprire qual è questa parola – che è pronunciata per te -, dovrai entrare nella storia di una persona: Gesù di Nazareth e seguire la sua vicenda. Alla fine scoprirai qual è la parola che ti viene consegnata. Perché in ciascuno di noi quella parola attraverso la vita di questo Gesù risuona in modo diverso.

Come farai a comprendere che quella parola è veramente la “tua” parola? L’autore osa dire: “la vita è la luce”. Altra provocazione sconvolgente per l’antico testamento. Non la legge, non la norma, non la dottrina, bensì la tua stessa vita diventa il luogo dove verificare continuamente che la vicenda di Gesù restituisce la parola che ti dà una gioia piena. Che non esiste altra opportunità se non la tua stessa esperienza di vita per dirti in verità quello che tu sei e ciò che vai cercando. Per questo Dio assume la nostra carne, per indicare che in essa c’è la via della salvezza.

E subito veniamo messi in guardia: non tutti sono capaci di ascoltare questa parola. Chi decide di ascoltarla diventa figlio di Dio, cioè inizia a vivere una vita da Dio. Quello che Adamo ed Eva hanno desiderato ma non hanno potuto realizzare ora diventa possibile. Non perché noi siamo più migliori dei nostri progenitori. Perché ora possiamo leggere il peccato come luogo di salvezza. E questa è davvero la buona notizia che il quarto vangelo vuole annunciare.

Flavio Emanuele Bottaro SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato


LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Letture della
II Domenica dopo Natale – ANNO A
Colore liturgico: BIANCO

Prima Lettura

La sapienza dio Dio è venuta ad abitare nel popolo eletto.

Dal libro del Siràcide
Sir 24,1-4.12-16, NV 24,1-4.12-16

La sapienza fa il proprio elogio,
in Dio trova il proprio vanto,
in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria.
Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca,
dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria,
in mezzo al suo popolo viene esaltata,
nella santa assemblea viene ammirata,
nella moltitudine degli eletti trova la sua lode
e tra i benedetti è benedetta, mentre dice:
«Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine,
colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda e mi disse:
“Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele,
affonda le tue radici tra i miei eletti” .
Prima dei secoli, fin dal principio,
egli mi ha creato, per tutta l’eternità non verrò meno.
Nella tenda santa davanti a lui ho officiato
e così mi sono stabilita in Sion.
Nella città che egli ama mi ha fatto abitare
e in Gerusalemme è il mio potere.
Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso,
nella porzione del Signore è la mia eredità,
nell’assemblea dei santi ho preso dimora».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Sal 147

Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. R.

Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce. R.

Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. R.

Seconda Lettura

Mediante Gesù, Dio ci ha predestinati a essere suoi figli adottivi.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Ef 1,3-6.15-18

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.

Perciò anch’io [Paolo], avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti i santi, continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi.

Parola di Dio

Vangelo

Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.

Dal vangelo secondo Giovanni
Gv 1,1-18

[In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta.]
Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.
[Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe.
Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto.
A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.]
Giovanni gli rende testimonianza e grida: “Ecco l’uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me”.
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.
Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito,
che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.

Parola del Signore