Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 31 Gennaio 2021

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Gesù fa il suo primo viaggio, è la prima giornata pubblica di evangelizzazione. Lo fa entrando nel luogo della Parola (sinagoga) e nel giorno del Riposo (sabato).

Lo spazio e il tempo (coordinate della vita dell’essere umano) in cui ci si dedica alle cose sacre; si sta in pace, si potrebbe dire, al sicuro, perché si obbedisce a ciò che Dio ha ordinato.

Invece no, anche in situazioni così caratterizzate la pace non è un punto di partenza, anzi l’incontro con la Parola fatta carne scatena dentro ogni essere umano le forze del male. Non è necessario sbavare dalla bocca o dire parolacce inimmaginabili per riconoscere che anch’io sono “posseduto”, cioè che dentro di me agisce anche una forza contraria a Dio che chiamiamo evangelicamente “spirito impuro”.

Sì, non si può stare mai tranquilli, neanche nella casa della Parola! Gesù ci scomoda dai nostri programmi strutturati e rassicuranti, ci costringe a metterci in questione a porre le domande “grosse”, quelle che ci danno fastidio: che vuoi da me, Gesù Nazareno?

Il Vangelo lo sa: la prima risposta non è quella migliore, bisogna iniziare ad ascoltare una Parola altra, che viene dopo… per questo Gesù guarisce l’indemoniato, prima di tutto, dicendogli chi non ascoltare, da quale “logica interiore” allontanarsi, fai la “fatica” di pulire il cuore dalla parola falsa per poter accogliere la parola vera (come ha detto Silvano Fausti SJ).

La fondamentale libertà sta nello scegliere quale parola ascoltare. Non accontentarti del fatto che una parola “ti appare più vera” per crederci ciecamente!

Chi di noi ascolterebbe una parola che dice «vai a buttarti sotto il treno solo e abbandonato» e non invece la parola che dice «vivi la tua vita con gioia, pienezza, allegria e tanti amici»?! Eppure, eppure… paradossalmente, ascolto per prima la parola della morte e non quella della vita! Quella sembra così evidente, così più vera della parola della vita che… alla fine mi ci abituo.

Ho bisogno di qualcuno che mi scomoda, mi libera con forza, per uscire da questo perverso automatismo, che mi faccia accorgere che è presente un’autorità che mi sorprende e mi attrae, perché mi dice la Buona Notizia: non ascoltare la parola della morte e così iniziare ad ascoltare la parola della vita… ma tu ci credi? Ti vuoi lasciare scomodare?

Buona e “scomoda” domenica a tutti!

Stefano Titta SJ


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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