Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 31 Dicembre 2019

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L’ultimo giorno dell’anno ci riporta all’inizio… per finire bene bisogna ricollegarsi all’inizio! L’ultima parola ci riporterà a ciò che è alla base della nostra vita, a ciò che la fonda. Questo inno ricchissimo e bellissimo non ha paura di affermare ciò che sta al principio e fondamento di tutto. Dio che si comunica attraverso il suo Verbo e, aggiunge, la difficoltà che l’uomo fa ad accoglierlo senza equivoci, in trasparenza.

Due affermazioni che si tengono tra loro, e che queste parole ci aiutano a rimettere in ordine perché noi tendiamo a partire dalla nostra miserevole e piccolissima esperienza (le tenebre, il mondo, la carne), ma la realtà non è cominciata con noi. La realtà è frutto di un desiderio di comunicazione, di apertura, di dono.

Se vuoi capire qualcosa della tua situazione attuale (o finale) devi ritornare a questo principio: contempla, loda, stupisciti perché Dio, eterno e autosufficiente, ha scelto di non essere più così, ma si è fatto tempo e si è messo nelle tue mani! Allo scopo di comunicarti la sua stessa vita: diventare figlio di Dio!

Questo dono inaudito e, per noi, folle (“ma chissà chi glielo fa fare, a Dio, di comportarsi così!”) trova dentro di noi resistenze incredibili. Strano? Forse no, anch’io mi posso riconoscere tra chi non lo ha accolto: non mi fido, voglio tenere il controllo e così lo perdo, vivo nell’ansia o nella preoccupazione e così vincono le tenebre… Vale la pena ripensarci, rileggo l’anno passato in questa chiave… faccio ancora in tempo a cambiare!

Ecco allora che questo tempo di fine e di consultivi diventa tempo di progetti e di apertura: ripartendo dal Principio posso scegliere più liberamente se e come accoglierlo per diventare ciò che già ero senza saperlo: figlio di Dio.
Buona anno a tutti!

Stefano Titta SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato


LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Il Verbo si fece carne.
Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 1, 1-18   In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.   Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.   In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.   Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.   Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.   A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.   E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.   Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».   Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.   Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato. Parola del Signore
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