Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 30 Settembre 2020

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Oggi ci vengono mostrate tre diverse reazioni che possono attivarsi a partire dall’incontro personale con Gesù.

Da una parte l’iniziativa entusiastica del primo personaggio, che lo spinge alla disponibilità radicale e immediata di chi si autocandida alla sequela e si sente pronto a compiere azioni eroiche per seguire Gesù “dovunque” egli vada. Ma Gesù non lo incoraggia, sembra piuttosto sgonfiarne lo slancio, non perché disconosca il valore del nostro desiderio, ma perché lo prende sul serio e ci invita a una sua verifica, a concederci tempo per crescere in umanità, lasciando che il cuore si dilati e diventi capace di desiderare cose sempre più grandi, perché impariamo a discernere su cosa il desiderio di seguirlo sia veramente fondato.

Poco più avanti, vediamo Gesù stesso che prende l’iniziativa. La reazione del secondo personaggio appare profondamente legittima e degna di considerazione, ma la risposta di Gesù ne svela i tratti più nascosti. Quest’uomo, infatti, ha un cuore abitato da qualcos’altro: sembra quasi stanco, appesantito da una storia che lo lega impedendogli di spiccare il volo, appiattito su vecchie logiche che impediscono un “sì” fiducioso e libero.

Infine, un terzo personaggio che candida se stesso, ponendo tuttavia delle condizioni. È un uomo dai facili entusiasmi, che però deve prima risolvere altre questioni, un uomo combattuto, sospeso tra due mondi e due desideri. Il suo è l’atteggiamento di chi è stato toccato da Gesù tanto da volerlo seguire, ma è disposto a farlo solo a modo suo, senza lasciare davvero nulla, senza una vera scelta. Ma, risponde Gesù, per essere adatti al Regno non possiamo stabilire noi le condizioni, né camminare coi piedi su due sponde, né andare avanti con gli occhi rivolti indietro, ma solo – pieni di fiducia – un passo dopo l’altro, procedendo dietro di Lui, modellati dalla sua Parola.

Nicoló Mazza SJ

Rete Loyola (Bologna)


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato