Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 30 Maggio 2021

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Ci sarà capitato di accompagnare qualcuno che amiamo in stazione e di salutarlo prima di un lungo viaggio. Negli ultimi momenti prima della partenza, si cerca di lasciare loro una parte di noi, racchiusa in un abbraccio o in una parola. Cerchiamo di lasciare loro l’essenziale, attraverso una raccomandazione, un incoraggiamento, o un semplice “ti voglio bene”.

Con le parole di oggi si conclude il Vangelo di Matteo. Il Signore incontra, per l’ultima volta, i discepoli e lascia loro la sua eredità.

In questo incontro Gesù rivela ai discepoli il senso di ciò che hanno vissuto, affida loro un compito, assicura la Sua presenza, una presenza diversa ma fedele, fino alla fine. Fino a quando il fine non si sia compiuto. Fino a quando la sua Parola e i suoi insegnamenti non avranno raggiunto tutti i confini della terra.

In questo abbraccio il Signore rivela il suo potere. Un potere che non schiaccia, ma si inchina. La sua eredità è il servizio. Il suo insegnamento, una testimonianza incarnata nella quotidianità. La sua assenza, una presenza fedele. Affida tutto questo ai suoi discepoli, nonostante le loro imperfezioni e i loro dubbi. Perché lo Spirito agisca in loro, fino a raggiungere i nostri giorni, fino a raggiungere noi.

Chi ha avuto la grazia di fare un incontro personale e intimo con il Signore, ha ricevuto la medesima eredità affidata ai discepoli. Non siamo chiamati a fare proseliti, ma a costruire relazioni. Nella nostra quotidianità, con tutti i popoli della terra, con lo Spirito che ci è stato donato e con la consapevolezza che Lui è con noi.

Maria Pia S.


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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