Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 30 Aprile 2020

372

Signore, cosa siamo senza di te che hai dato la tua vita per amore nostro, che hai dato la tua vita per la vita del mondo? E quanto è forte oggi questa parola, “mondo”, così breve ma intensa, impregnata di tutte le nostre paure, ansie, scoraggiamenti, confusioni che stiamo vivendo in questo periodo?

Come è difficile, Signore, imparare a mantenere un cuore docile e aperto alla vita e alla speranza, in questo periodo in cui viviamo più intensamente la morte e la paura di non riuscire più a respirare, paura di perdere tutto e iniziare ad avere fame.

Ma tu sei risorto, Signore, ci hai mostrato con la tua vita, morte e risurrezione di che stoffa sei fatto e che stoffa vorresti che indossassimo. Sei uscito da quel sepolcro, da quel luogo di morte, e non ci hai abbandonati, sei tornato in mezzo a noi, a riaprire i nostri cuori e i nostri occhi, ad alimentare la nostra speranza e la nostra fame.
Anche oggi, Signore, ci ricordi come arrivare a te: avendo fame, una fame diversa che nessun pane impastato da uomo può saziare. Le nostre bocche e le nostre pance necessitano di un pane vivo, un pane vero, un pane che sazia per l’eternità.

E quel pane sei tu, Signore, che hai spezzato per molti e per molti continui a farlo, perché non manchi a nessuno. Come ci dici sempre: basta chiedere! Il tuo amore è così grande che non ti dimentichi di certo di noi.

Signore, fa’ che nella nostra fame di desideri e sogni impariamo a trovare te, nostra vera fonte di sazietà.

Rete Loyola (Bologna)


Fonte