Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 29 Febbraio 2020

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Il pubblicano è l’esattore che raccoglie le tasse per conto di Roma, lo strozzino che chiede il pizzo ai poveri, che chiede il campo, la casa, la figlia, il figlio, a chi non può pagare. L’uomo che conosce la vita come qualcosa che si fa pagare a caro prezzo e che per questo rincara il conto degli altri.

Oggi siamo invitati sederci con grande serietà al nostro banco delle imposte, al tavolo delle trattative della nostra rabbia, delle nostre rivendicazioni più sottili, in cui le nostre carte sono scoperte, in cui sappiamo benissimo chi è in debito e chi in credito, chi ci ha complicato la vita e chi ce l’ha facilitata, chi ha slargato le nostre ferite e chi no, chi merita un mezzo sorriso e chi lo merita intero.

La buona notizia è che non siamo invitati a sederci qui per sentirci male con noi stessi, ma per sentire e gustare la chiamata di Dio, un Dio venuto per i peccatori e non per i giusti, per quanto questo possa sembrare inconcepibile – a Israele e non solo.

Siamo chiamati a lasciarci turbare nel profondo da questa chiamata che arriva proprio perché siamo impreparati, proprio perché siamo assorbiti dai nostri meccanismi.
Dio ci chiama a sederci ad un tavolo nuovo, quello eucaristico, in cui il prezzo è già stato pagato, e tutto è per tutti.

Elena Benini

Fonte


LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano.
Dal Vangelo secondo Luca Lc 5, 27-32 In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano». Parola del Signore

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