Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 28 Giugno 2021

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Gesù ha un comportamento apparentemente paradossale: allo scriba che lo chiama maestro e vuole seguirlo risponde con una frase enigmatica, che a ben vedere ci parla della povertà radicale che caratterizza la vita del Figlio di Dio. Al contrario, al discepolo che gli chiede un attimo ancora per portare a termine qualcosa di molto importante, risponde in modo perentorio e invita a seguirlo immediatamente.
In realtà, Gesù anche oggi ci offre l’occasione di guardare con verità il nostro cuore e riconoscere
quali voci lo abitano.

Il primo personaggio preso dall’entusiasmo dice parole di cui non conosce la portata e che non può realizzare da solo; seguire Gesù, infatti, significa passare attraverso la solitudine e la difficoltà della croce e per questo è necessaria una grazia di cui non siamo padroni.
Per andare con lui all’altra riva è necessaria quell’intimità che permette a ciascuno di noi, discepoli amati, di dirgli anche aspetta un attimo, ho altro da fare. Ecco allora che in questa relazione di profonda fiducia potremo ascoltare la sua voce che ci invita a lasciare andare ciò che non porta vita e ancora una volta rimettere al primo posto Lui, il Signore della nostra vita.

Anna Laura Lucchi Filippo Zalambani


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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