Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 27 Novembre 2020

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Si rimane sempre sorpresi dalla capacità di Gesù di saper trarre dal mondo che lo circonda riflessioni che lo aiutano a comprendere le profondità del cuore dell’uomo. In questo caso è sufficiente un albero di fichi.

Come si capisce che arriva l’estate? Dal fatto che alcune piante iniziano a germogliare e a fare frutto. Ci sono quindi dei segni che ci dicono che qualcosa sta cambiando. Tutto sta non solo nel saperli vedere, ma nel coraggio di accettare che tutto ciò che ci circonda evolve. Questa forse è la cosa che ci mette più in difficoltà: fare i conti con il fatto che ciò che abbiamo davanti è in continuo cambiamento.

Eppure la parabola sembra dire che è proprio lì che si manifesta il Regno di Dio. Nella capacità di saper crescere come un germoglio, nel coraggio e nell’umiltà di cambiare idea, nel saper lasciar andare posizioni ideologiche in cui non ci ritroviamo più vediamo il segno che lo Spirito lavora in noi.

Gesù ci dice che la coerenza non è più una virtù, e che essere incoerenti diventa una caratteristica di chi segue il Signore. Questo elogio dell’incoerenza può suonare strano, perché se la realtà è sempre la stessa come può portarmi a prese di posizione diverse? Perché siamo noi quelli che cambiano. La vita ci modella poco a poco, ci fa capire cose che non capivamo e sentire sentimenti che non avevamo mai sentito o a cui non avevamo fatto caso. Perciò cambiando io cambia il mio modo di vedere la realtà. Tutto questo non deve dare l’impressione che siamo in balia delle onde perché ci rimane la Parola, l’unica cosa che resta, la bussola che ci indica la strada.

Chiediamo al Signore di trasformare la Parola da pietra inamovibile in bussola, che apre orizzonti nuovi e imprevedibili.

Leonardo Vezzani SJ


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato