Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 27 Marzo 2021

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Troviamo proprio queste parole sul nostro cammino di avvicinamento verso la Pasqua, e non a caso.

I capi dei sacerdoti e i farisei si ritrovano per discutere di Gesù, che di fatto è un problema. Non è un’analisi sbagliata, quella che fanno: Gesù è realmente un rischio per il mantenimento dei delicati equilibri con l’invasore romano. Gli ebrei mal sopportano la presenza di un popolo straniero nella loro casa e non aspettano altro che un motivo per ribellarsi. E se fosse Gesù a guidare la rivoluzione? È necessario sbarazzarsene.

Questo ragionamento, che sembra logico, ha dentro di sé due problemi. Il primo è che si pensa di eliminare il problema della rivolta eliminando una persona. Un po’ come se per eliminare un problema alla macchina togliessi la spia che lo indica. Infatti la rivolta contro i romani esploderà lo stesso.
Il secondo problema nasce dal fatto che si vede in Gesù un sovversivo, un nemico dell’ordine pubblico, cosa che lui non è.

Il sinedrio vive nella paura e si sente circondato da nemici: i romani invasori, i loro stessi fratelli ebrei che seguono Gesù, e Gesù stesso con le cose che dice. Essendo però quello meno pericoloso, lo si può caricare di tutte le colpe. Gesù avrebbe potuto rimanere nascosto come un vero sovversivo, e tutti si aspettavano questo da lui – che cioè non partecipasse alla festa (si intende la Pasqua ebraica). Se avesse fatto così, però, sarebbe stato al gioco di guardie e ladri che voleva fare il sinedrio. Lo avessero preso o no sarebbe stato secondario, la sua fuga avrebbe mostrato al sinedrio che avevano ragione, il problema era lui, andava catturato.

Gesù nell’esporsi alla cattura spezza questa dinamica: non è un sovversivo, è solo Figlio. E quello che vuole fare il Figlio è annunciare l’amore del Padre. È l’amore ad essere sovversivo perché accoglierlo fa svelare le ambiguità del nostro cuore, porta alla luce le zone oscure che hanno bisogno di essere guarite. È per annunciare questo amore che guarisce che Gesù è disposto a giocare la vita.

Leonardo Vezzani SJ


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato

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